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Il Sindaco: “Spezia capitale mondiale della nautica: ecco il futuro della città che il Covid non fermerà”

di Umberto Costamagna - Il futuro adesso n. 7. Interviene Peracchini e, partendo dalle cose fatte, racconta il progetto della città

 

A questo punto del dibattito sul futuro della nostra città , lanciato dal nostro giornale e arrivato al settimo contributo, interviene Pierluigi Peracchini, da più di millecento giorni Sindaco della Spezia alla guida di una coalizione di centro destra che è riuscita a strappare la bandiera rossa (o quasi rossa, si fa per dire...) da Palazzo Civico dopo quasi mezzo secolo. Peracchini, 55 anni, nativo di Salò, con una laurea in sociologia e un master in scienze amministrative, per molti anni segretario provinciale della CISL, ci racconta la città di domani che sta cercando di costruire e di impostare. Ma, guardando anche a questi tre primi anni del suo mandato, rivendica con orgoglio i successi ottenuti dalla sua Giunta: da queste considerazioni, da questo mix di cose fatte e da fare, viene fuori un’idea di Spezia che non può prescindere dal mare e dalla sua economia.

G.d.S. Il prossimo 28 agosto saranno passati 151 anni da quando il generale e architetto Domenico Chiodo inaugurò l’Arsenale Militare della nostra città. Da quel giorno cambiò radicalmente la natura e il destino di Spezia e degli spezzini. Quella che sembrava destinata a diventare una “splendida perla sul mar”, una città turistica e a vocazione terziaria, si trasformò prima in una città militare, basata sul parastato e successivamente in una città industriale legata alla difesa.
Poi, negli anni Sessanta del secolo scorso, in maniera quasi casuale, si ricominciò piano piano a riconsiderare la natura turistica della nostra terra. Il risultato oggi? Una citta “mesciüa” dove si mischiano panorami mozzafiato e oasi di una bellezza straordinaria agli insediamenti industriali e portuali, dove le attività cantieristiche di eccellenza hanno fatto fatica a conquistarsi un giusto spazio.
Insomma, ma che razza di città è oggi Spezia e la sua provincia?

Sindaco Peracchini: La Spezia è una città polifonica: la vera sfida è avere uno spartito da cui far nascere un'orchestra che suoni in modo armonico. Fuor di metafora, la Città ha delle grandi vocazioni economiche maturate nel corso dei decenni e oggi più che mai, dopo l'emergenza sanitaria che ci ha investito, dobbiamo mantenerle tutte e continuare a sostenerle. Prima del Covid, la Città aveva una situazione fiorente: da una parte si stavano sviluppando attività commerciali consolidate connesse al turismo (infatti ci siamo confermati la Città record di presenze turistiche in tutta la Liguria), dall'altra la blue economy spezzina con la cantieristica navale ha raggiunto fama mondiale.

La presenza della Marina Militare alla Spezia, testimoniata dall'Arsenale, è una risorsa e un valore per la Città ma è chiaro che il Ministero della Difesa debba decidersi a investire e non lasciare che un orgoglio italiano si trasformi in un complesso depauperato. L'Amministrazione è pronta a ragionare insieme su una sua valorizzazione, anche in termini di aree da liberare e trasformare: siamo una città in espansione e dobbiamo guardare alle zone arsenalizie che si affacciano sul mare per tutte quelle attività imprenditoriali che sarebbero ben disposte a investire e creare occupazione. È un futuro che possiamo costruire insieme alla Marina Militare, non senza.

Per quanto riguarda la Provincia della Spezia, la nostra storia va valorizzata sempre di più e dobbiamo sempre più imporci come una destinazione turistica completa che offre l'azzurro del mare e il verde delle colline, dalle Cinque Terre alla val di Magra passando per la val di Vara. Abbiamo delle eccellenze gastronomiche, vinicole e storiche che abbiamo il dovere di promuovere e valorizzare.

G.d.S. Dopo tre anni da Sindaco della città, alle prese con i problemi quotidiani, il bilancio da rispettare e il dramma dell’emergenza sanitaria che ci ha investito come un ciclone, deve trovare anche il tempo per alzarsi dal presente, alzare lo sguardo e andare oltre, lavorando per quello che vedranno i nostri figli e i nostri nipoti, per la città di domani. Quale città gli stiamo preparando? E come pensa di costruire questo progetto di città, nell’attualità del presente?

S.P. L'eredità che abbiamo trovato è pesantissima, oltre 50 milioni di euro di debiti, 69 milioni di crediti, con una città trascurata e sporca, con opere incompiute. Senza contare gli oltre 550 milioni di debiti di Acam che hanno portato alla procedura fallimentare. Nonostante questo, abbiamo fin da subito puntato ad essere il Comune amico delle famiglie, consapevoli che siamo una Città prevalentemente anziana e quindi favorendo le nascite con politiche a favore delle famiglie: abbiamo abbassato le tariffe degli asili nido e delle scuole materne di circa il 25 per cento e la mensa negli asili nido e scuole materne comunali è gratuita. L'inizio è stato tutto in salita, ma in tre anni abbiamo fatto tantissimo: abbiamo rivoluzionato la raccolta differenziata, abbiamo lavorato per l'ambiente e per il nostro mare siglando l'accordo volontario con le navi da crociera Blue Flag per ridurre al minimo l'inquinamento, abbiamo investito sulle infrastrutture fognarie che mancavano nel quartiere del Canaletto, Fossamastra e Pagliari e, con il progetto del nuovo depuratore, raggiungeremo l'obiettivo di non avere più scarichi a mare.

Abbiamo vinto 38 milioni di euro con il bando del Ministero dei Trasporti per la mobilità sostenibile attraverso il quale rivoluzioneremo la mobilità: non solo quadruplicheremo i chilometri di pista ciclabile ma avremo l'elettrificazione quasi totale del trasporto pubblico locale, oltre ai nuovi filobus da 18 metri, il raddoppio dei parcheggi interscambio e il restyling della stazione ferroviaria della Spezia Migliarina.
Abbiamo migliorato anche in termini di sicurezza, con l'installazione di oltre cento telecamere e, con una grande sinergia fra Comune, Prefettura e Questura, La Spezia è una delle Città italiane più sicure.
Il Covid non ha fermato nessuno dei nostri progetti e certamente non posso immaginare una città pre-Covid e una post-Covid: la scommessa è tenere insieme questi due momenti, con una ripresa complessiva e ordinata delle attività turistiche, commerciali, portuali e della cantieristica navale.

Durante la campagna elettorale avevo lanciato "La Spezia Capitale Mondiale della Nautica" e quello che per tanti era solo uno slogan ora si è trasformato in realtà: a breve partiranno i lavori per il Miglio Blu, il distretto produttivo dedicato alla nautica e a tutte le attività ad esse connesse nell'area compresa tra il Molo Pagliari e il Muggiano dove sono presenti le eccellenze del settore e importanti centri di ricerca internazionali, come il CMRE della Nato e il CSSN della Marina Militare. Un progetto infrastrutturale e di riqualificazione del Levante che vuole essere un importante volano economico.
Non solo, uno dei progetti di punta dell'Amministrazione è il Parco delle Mura, l'anello che costeggia la città sarà completamente riqualificato e illuminato, creando così un percorso immerso nella natura da cui ammirare la città da una prospettiva completamente nuova e un volano del turismo escursionistico.

Per i nostri figli, per i nostri nipoti voglio una città europea, mèta non solo di turisti ma di grandi player internazionali, pronti a investire sul nostro Golfo e creare sviluppo e occupazione: ecco perché a settembre il Polo Universitario finalmente scenderà in città: 2000 metri quadrati a disposizione per la formazione d'eccellenza. Una sinergia importante fra Università, Distretto Ligure delle Tecnologie, Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina Militare. In più, una grande soddisfazione, quella di aver mantenuto alla Spezia il corso di laurea in fisioterapia.

G.d.S. Nelle imprese, ma non solo, di fronte a un progetto si considerano “opportunità e minacce”. A suo parere, quali sono oggi le opportunità e quali le minacce per provare a realizzare questo progetto? Come amministratore della città, lei può essere il regista di questo disegno: come intende svolgerlo (e come lo ha svolto finora)?

S.P. Non parlerei mai di minacce, ma di opportunità mancate, che la politica degli ultimi decenni non ha saputo cogliere per la nostra Città. Abbiamo trovato una città che era all'età della pietra sul rispetto dell'ambiente: abbiamo rivoluzionato il sistema della raccolta dei rifiuti e non solo siamo riusciti ad abbassare la bolletta della TARI a favore dei cittadini ma anche a diventare una delle città migliori in tutta Italia per i numeri di differenziata. Abbiamo quindi dimostrato di saper trasformare i punti di debolezza in punti di forza e che la tutela dell'ambiente va di pari passo con il risparmio economico: allo stesso modo, credo che sia fondamentale per un buon amministratore non solo perseguire una visione della città ma accompagnare i cittadini a guardare insieme l'obiettivo da traguardare, incontrandoli sul territorio e ascoltandoli. Fin dall'inizio del mandato ho voluto che le porte di Palazzo Civico fossero spalancate a chiunque avesse necessità e continuerò così fino all'ultimo giorno.

La sfida più grande rimangono chiaramente le infrastrutture, come la Variante Aurelia, che sono però ostaggio di una politica che continua a tirare il freno anziché spingere sull'acceleratore. I ritardi della politica nazionale, per quanto riguarda il nostro territorio, iniziano a diventare imperdonabili e non possiamo più permetterceli.

Il waterfront deve rimanere il nostro orizzonte, ovvero l'investimento su un porto turistico e non solo commerciale è fondamentale per il nostro futuro ma il cronoprogramma degli investimenti per il molo crocieristico deve essere rispettato da parte di LSCT lasciando libera Calata Paita. Questa è la nostra priorità ma che è vincolata dai tempi dell'Autorità Portuale e soprattutto da LSCT: la gara è già stata assegnata per il nuovo molo crocieristico a MSC, Royal Caribbean e Costa Crociere. Non possiamo più perdere tempo.

G.d.S. La politica, si dice, è l’arte del possibile. Ma è anche, come insegnava don Lorenzo Milani, il modo per “sortire insieme dai problemi comuni”. E allora che fare per cercare, qui e ora, di costruire e raggiungere quel futuro che immagina per Spezia, quel futuro-bene-comune per i cittadini che verranno?

S.P. Un tempo si diceva che la campagna elettorale è poesia, governare è prosa. In questo momento storico di campagne elettorali permanenti si sono trasformati tutti in cantori professionisti pur di ammaliare gli elettori: ma i cittadini non sono degli sprovveduti e pretendono una politica-del-fare che risolva loro problemi concreti.

Il bene comune deve bilanciare una risposta efficace ai problemi "micro" ma che incidono profondamente sulla vita delle persone e costruire insieme una visione "macro" che vada al di là del minuto. Fondamentale è costruire una comunità coesa, perché, sempre per rimanere in tema con don Milani, "non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali", con la conseguenza di creare fratture insanabili nella società.

Qui i link ai precedenti interventi de “Il Futuro Adesso”:
N. 1. Intervista a Filippo Lubrano
N. 2. Intervista a Lara Ghiglione
N. 3. Intervista a Enzo Papi
N. 4. Intervista a Gino Ragnetti
N. 5. Intervista a Ciccio Delsanto
N. 6. Intervista ai "Murati Vivi" di Marola 

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Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
02-07-2020 16:20
 

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