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Aquile, i dubbi e le certezze a caccia di un sogno chiamato serie A

di Massimo Guerra - Playoff raggiunti matematicamente, ora i match con Entella e Salerno.

Il pareggio dello Spezia di ieri contro la Cremonese lascia dietro di sé una scia di certezze e qualche legittimo dubbio.

Partiamo dalle prime: griglia playoff raggiunta matematicamente, con la necessità di ottimizzare le ultime due - derby di lunedì contro l'Entella e trasferta a Salerno - per mantenere la posizione.

Due sfide non semplici ma un altro dato di fatto: contro le squadre che giocano a calcio lo Spezia si esalta perché Italiano ricerca il risultato tramite la qualità, contro avversari che si arroccano in difesa puntando tutto su sporadiche ripartenze infatti trova le maggiori difficoltà ad esprimersi.

Un'altra certezza è che con il gioco il mister aquilotto sia riuscito ad imprimere nel gruppo la mentalità giusta per cercare (e spesso riuscire) ad imporsi sugli avversari, grazie ad un prezioso giro palla inframezzato da verticalizzazioni di qualità, ovviamente più incisive avendo a disposizione tutti gli effettivi.

Parliamo di gruppo non a caso: anche nella sfida di ieri a Cremona è stata evidente un'altra certezza da ascrivere nei meriti di Italiano. Giocatori poco utilizzati in stagione come Acampora, Vignali, Ramos, Bastoni hanno svolto i loro ruoli non solo con competenza tecnico-tattica (a mio parere Acampora migliore in campo e super in fase difensiva) ma soprattutto entrando nel match con il giusto atteggiamento mentale, evidente frutto di un lavoro di "back-office" dello staff tecnico.

La voglia di vincere, la giusta determinazione, la maturità e la qualità del gioco e degli schemi a prescindere dagli interpreti, in sintesi queste le certezze con nota a margine per Maggiore: Giulio è pronto per la A, che lo aspetta a prescindere da come andrà alle Aquile: salire insieme sarebbe ovviamente fantastico.

E i dubbi? Fanno parte del gioco del pallone che senza dubbi e incertezze non sarebbe lo sport più bello del mondo, ma qualche domanda è lecito porsela.

Preparazione post-covid: tante squadre hanno avuto problemi fisici causa stop, ma lo Spezia di più: eclatante il forfait dei gemelli Ricci, ma punti interrogativi anche per il brevilineo Di Gaudio e per il recupero dello stesso Ragusa, davvero troppi i casi collaterali con cui fare i conti.

Potenza di fuoco: 26 tiri verso la porta e zero gol (contro il Venezia) devono per forza sollevare dubbi e interrogativi, a partire dalle scelte di programmazione del DG Angelozzi. Nessun dubbio sulla sua competenza, ma qualche ombra sulla decisione di puntare tutto quel budget triennale su Galabinov ci sta eccome.

Il bulgaro non si discute sul piano calcistico ma l'età e la fragilità fisica malgrado la possenza sì: giocatore da doppiette e assist solo al top della condizione raggiunta negli ultimi due anni sempre con grande fatica, penalizzato da un problema articolare al ginocchio che purtroppo per tutti non migliorerà nel tempo.

E malgrado le doti realizzative di Ragusa - ancora a 3 cilindri anche lui per problemi fisici - il potente Nzola sembra aver smarrito la percezione del gol, non a caso al venir meno sulle corsie laterali dei contributi di Federico Ricci, dell'omuncolo (in senso Gaddiano) ma talentuoso Bidaoui, del rientrante Di Gaudio e dello stesso Ragusa.

Ad oggi niente è ancora precluso alle Aquile, malgrado lo stillicidio di infortuni, che mette comunque in grossa evidenza l'adeguatezza dei rincalzi (se così si può chiamare capitan Terzi autore di 80' ad alto livello dopo il ko di Capradossi, o Acampora irruente in fase offensiva e decisivo in copertura), e meno male che piano piano rientrano giocatori che potranno essere protagonisti nel rush finale.

Dopo tanti replay lo Spezia quest'anno ha davvero tutte le carte in regola per giocarsi la A, pur non contando su talenti offensivi del calibro dei crotonese Simy e Messias ma una quadra del collettivo anche superiore a quella di Stroppa.

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Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
25-07-2020 16:55
 

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