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Il Molloy Hole, il punto più profondo dell’Oceano Artico, sarà svelato al mondo: missione compiuta per…

Conclusa la campagna HIGH NORTH20 con molti dati ed immagini su atmosfera, flora, fauna e inquinamento.

Ieri, 28 luglio 2020, nave Alliance è rientrata nel porto norvegese di Tromsø, chiudendo così la High North20, prima di tre campagne di ricerca in Artico del programma triennale High North 2020-2022.

Le attività di ricerca e gli obiettivi scientifici di High North20 sono stati raggiunti, pur nel rispetto degli stringenti protocolli sanitari finalizzati a contenere l’emergenza COVID 19, grazie alla grande sinergia tra l’equipaggio di nave Alliance, al comando del capitano di fregata Andrea Crucitti, e il team di 13 esperti dell’Istituto Idrografico della Marina, tra cui 5 giovani ufficiali della Marina Militare.

La spedizione artica della Marina Militare, diretta per l’Istituto Idrografico dalla professoressa Roberta Ivaldi e dal capitano di fregata Maurizio Demarte, ha visto il team scientifico della Marina operare per venti giorni in Oceano Artico, nelle acque dello stretto di Fram e a nord delle isole Svalbard, fino a raggiungere il limite massimo del ciglio della banchisa artica alla latitudine di 81°16.093’N.

Le attività esplorative svolte, per un totale di 3894 km2, hanno portato all’acquisizione di nuovi dati per la mappatura dei fondali utili alla conoscenza degli oceani e alla sperimentazione di nuove tecnologie e di sistemi multipiattaforma al limite dei ghiacci.

Sono state condotte indagini scientifiche nell’atmosfera, idrosfera, biosfera e geosfera, per un totale complessivo di 100 stazioni, osservazioni e profili verticali; attività di mappatura e caratterizzazione del fondale, acquisizione dati inerenti la colonna d’acqua, raccolta di immagini per il monitoraggio del limite dei ghiacci e loro identificazione e classificazione, campionamento di acque superficiali e del loro contenuto biogeochimico, del particolato sospeso per lo studio dell’ambiente. Inoltre, sono state condotte osservazioni visive mirate alla scoperta e all’ individuazione di mammiferi marini, del marine litter e delle microplastiche.

L’attività scientifica ha permesso di acquisire ed elaborare il modello morfologico ad altissima risoluzione del Molloy Hole, il punto più profondo dell’Oceano Artico, inaccessibile per la maggior parte dell’anno, poiché coperto dai ghiacci della banchisa della Groenlandia. Una sfida vinta per la Marina Militare, per l’Istituto Idrografico e una grande esperienza professionale per gli idrografi che hanno avuto l’occasione unica di confrontarsi con profondità oltre i 5500 metri in un ambiente estremamente complesso e ostile. I dati acquisiti in questa attività, i primi al mondo a questa risoluzione, verranno resi disponibili alla comunità scientifica internazionale e confermeranno la profondità del Molloy Hole, una volta validati da parte dell’Istituto Idrografico della Marina Militare.

Nell’ambito del programma Ocean Science Decade delle Nazioni Unite, nel team scientifico erano presenti anche 5 giovani ufficiali della Marina Militare che stanno seguendo il programma di alta formazione e di studi, che li porterà a conseguire la laurea magistrale in Idrografia e Oceanografia all’Università di Genova e all’Istituto Idrografico della Marina Militare in previsione del loro prossimo impiego a bordo delle unità idrografiche della Forza Armata.

Grazie alla condivisione dei dati scientifici acquisiti, della missione High North20 beneficeranno i principali enti di ricerca che si occupano di Artico, quali il centro della NATO STO-CMRE, il JRC – centro di ricerca dell’Unione Europea, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico (ENEA), l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS), European Research Institute (ERI) e industria (e-GEOS).

Nave Alliance, unità polivalente di ricerca idro-oceanografica appartenente al Comando delle forze di Contromisure Mine della Marina Militare e del Center of Maritime Research Exploration della NATO (NATO STO-CMRE), è ripartita oggi 29 luglio dal porto di Tromsø, per il rientro in Italia nella base navale della Marina Militare della Spezia.

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Autore: Marina Militare
29-07-2020 15:46
 

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