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Lamenta di essere stato rapinato e allerta il 112: i carabinieri scoprono che era tutto un pretesto

 Temeva di riferire ai genitori che, per fare un bagno in mare di notte, non ritrovava più gli oggetti ed i vestiti che lui stesso si era tolto per entrare in acqua e che non ricordava dove li avesse lasciati.

E' accaduto domenica notte all’alba, a Levanto. Il 112 nue ha transitato la chiamata di un giovane che lamentava che alcuni uomini lo avevano rapinato.

La vittima ha raccontato ai carabinieri che poche ore prima, in spiaggia, tre uomini armati di coltello lo avrebbero costretto a consegnare loro il cellulare, portafoglio ed i vestiti.

I carabinieri della stazione di Levanto hanno raggiunto immediatamente il 19enne turista piemontese ed insieme a lui hanno iniziato a ricostruire la dinamica dell’evento anche se, fin dalle prime battute, qualcosa non li ha convinti.

Con pazienza ed empatia i carabinieri hanno interloquito con il giovane per circa un’ora. Il ragazzo, in più di una circostanza, si è contraddetto fino a quanto non ha ammesso che la segnalazione fatta era un’invenzione perché temeva di riferire ai genitori che, per fare un bagno in mare di notte, non ritrovava più gli oggetti ed i vestiti che lui stesso si era tolto per entrare in acqua e che non ricordava dove li avesse lasciati.

Una volta a suo agio, accompaganto dai militari sulla spiaggia, il giovane ha ritrovato i suoi abiti ed effetti personali scusandosi ripetutamente per l'incresciosa situazione e l’ingiustificato allarme procurato. E' tuttora al vaglio il suo comportamento.

 

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Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
03-08-2020 16:14
 

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