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False assicurazioni online, truffa da oltre 2 milioni di euro

Le indagini, condotte dalla Polizia Locale di Santo Stefano, hanno portato alla denuncia di 7 persone, al vaglio la posizione di un'altra.


Nel luglio 2018 due cittadini di Santo Stefano di Magra si sono presentati presso il Comando di Polizia Locale facendo presente agli Agenti che entrambi avevano pagato un premio assicurativo ai fini di stipulare un contratto estremamente vantaggioso con una compagnia assicurativa online, ma che successivamente era venuto loro il dubbio di essere stati truffati.

 

In particolare, uno dei due malcapitati, non vedendo arrivare nella propria casella di posta elettronica il dovuto certificato assicurativo, aveva più volte telefonato al numero di cellulare indicato nel sito internet quale contatto per informazioni e/o reclami. Poiché le risposte in merito furono evasive, benché l’interlocutore rassicurasse che l’auto era regolarmente coperta dall’assicurazione, la persona interessata, prima di rivolgersi alla Polizia Locale, ha effettuato un accertamento con l’utilizzo di una delle tante App che servono per verificare la copertura assicurativa e lì ha avuto l’amara sorpresa: veicolo non assicurato.

Il dubbio è quindi sorto anche al collega di lavoro della vittima che, benché avesse regolarmente ricevuto la mail con il “certificato assicurativo”, ha immediatamente verificato la targa della sua auto tramite l’App e così anche lui ha scoperto di essere stato truffato.

I due, residenti a Santo Stefano Magra, si sono presentati presso la Polizia Locale ed hanno sporto querela contro ignoti. Da lì gli agenti di polizia locale di Santo Stefano, capitanati dal Comandante Flavio Toracca ed in particolare Andrea Prassini che ha recentemente vinto il concorso da Funzionario della polizia locale nel Comune di Sarzana ove inizierà il servizio a breve, hanno iniziato una fitta attività d’indagine.

L’indagine, portata avanti dall’ormai prossimo Funzionario Dott. Prassini e diretta dal Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica del Tribunale della Spezia, Dott.ssa Claudia Merlino, ha portato alla denuncia a piede libero di ben 7 persone e la condotta dell’ottava è ancora al vaglio degli inquirenti. I.B. 24 anni, L.M. 36 anni, A.C. 65 anni, M.C. 33 anni tutti e quattro di Castel Volturno (CE), unitamente a F.M. 24 anni di Casal di Principe (CE), L.D. 27 anni di Villa Literno (CS) e F.L.C. 20 anni di Massa di Somma (NA), avevano messo in piedi una vera e propria organizzazione per delinquere finalizzata alla truffa.

L’alto livello investigativo nella conduzione delle indagini ha consentito di identificare i responsabili. Impressionanti infatti “i numeri” dell’inchiesta durata oltre 2 anni e partita da 2 querele contro ignoti: 8 deleghe d’indagine dall’Autorità Giudiziaria; 76 persone sentite come testimoni su tutto il territorio nazionale e presso vari Comandi di Polizia Locale od altre Forze di Polizia; 12 uffici postali interessati; 7 carte Postepay intercettate, 5 gestori telefonici interessati per oltre 12.000 traffici telefonici tra voce e dati, passati al setaccio, il tutto per una truffa della quale ad oggi non è ancora dato di conoscere in modo esatto l’entità ma che ha indubbiamente oltrepassato i 2 milioni di € .

“Il modus operandi” - spiegano dal Comando di Santo Stefano - “era piuttosto semplice, tuttavia si sono “vestiti” di una credibilità che avrebbe potuto trarre in inganno chiunque”. Pagando profumatamente un noto motore di ricerca, peraltro in modo lecito, si sono aggiudicati una “indicizzazione” su Internet tale per cui, appena si cercava “preventivo assicurativo” online, compariva il nome della pseudoassicurazione con relativo sito Internet. Sito piuttosto credibile e fatto bene, con false recensioni e tutto ciò che può servire per essere appunto credibili. I preventivi che proponevano non si discostavano di molto da quelli delle altre Compagnie, pertanto non alimentavano troppi dubbi ed anzi, dal numero di telefonate poi accertato, sono risultati estremamente credibili. I contatti avvenivano tramite telefono cellulare e tramite l’utilizzo della nota applicazione WhatsApp.

Una volta che il preventivo veniva accettato, iniziavano le richieste: in primis i documenti sia del veicolo da assicurare e sia personali quali patente e carta d’identità. Successivamente veniva fornito un numero di Postepay sul quale effettuare il pagamento, con la promessa che sarebbe stata loro cura inviare il certificato assicurativo in formato Pdf in mail. Il certificato assicurativo quasi sempre arrivava, peccato che faceva riferimento ad una nota Compagnia Assicurativa vittima anch’essa della truffa poiché era tutto falso.

Se amara è stata la sorpresa di chi è riuscito ad accorgersi della truffa da solo, consultando l’App telefonica, ben più amara lo è stata per tutti coloro (12 persone) che, su input della Polizia Locale di Santo Stefano Magra (SP), si sono sentiti convocare presso i vari uffici di polizia del territorio nazionale e, solo lì hanno accertato che l’auto che avevano lasciato parcheggiata fuori era, a loro insaputa, priva di assicurazione.

Esiste un modo per stare “in guardia” da certe attività criminali? La risposta della Polizia Locale è stata piuttosto chiara: “se si prediligono le Assicurazioni online per ovvie ragioni di risparmio sia in termini di tempo e sia in termini di denaro, bisogna riferirsi esclusivamente a Compagnie Assicurative che forniscono un numero fisso e non un numero di telefono cellulare. Inoltre, per stipulare un contratto assicurativo, non sono necessari documenti di identità personali che si sconsiglia di inviare online tramite App, poiché il destinatario potrebbe utilizzarli anche per altri scopi illeciti. Da ultimo, cercando su qualsiasi motore di ricerca il nome dell’Assicurazione verso la quale si ripone interesse ed affiancando la dicitura IVASS, si potrà notare immediatamente dalla risposta fornita se tale “assicurazione” rientra tra quelle per cui lo stesso IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) abbia già emesso il comunicato online sul proprio sito Internet, informando che tale assicurazione non risulta riconducibile ad alcun intermediario iscritto nel Registro Unico degli Intermediari – RUI. A seguito delle verifiche espletate, l’IVASS, potrebbe infatti aver già accertato che l’attività di intermediazione assicurativa svolta attraverso il sito Internet della sedicente assicurazione, è irregolare e, conseguentemente, ne ha magari già chiesto l’oscuramento alle Autorità competenti. Lo stesso Istituto raccomanda di adottare le opportune cautele nella sottoscrizione tramite internet di contratti assicurativi, soprattutto se di durata temporanea, verificando, prima della sottoscrizione dei contratti, che gli stessi siano emessi da imprese e tramite intermediari regolarmente autorizzati allo svolgimento dell’attività assicurativa e di intermediazione assicurativa, tramite la consultazione sul sito".

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Autore: Redazione Gazzetta della Spezia
16-09-2020 09:20
 

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