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Biodigestore, dichiarato inammissibile dal Tar il ricorso promosso da Arcola e Santo Stefano

Si tratta del ricorso del 2018 contro la Provincia sulla delibera per "Aggiornamento Piano d'Area Provinciale gestione ciclo integrato rifiuti".

Il ricorso sul tema del Biodigestore promosso dai Comuni di Arcola e di Santo Stefano Magra è stato dichiarato inammissibile dal Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) della Liguria. In particolare si tratta del ricorso del 2018 dei due comuni contro la Provincia per l’annullamento della delibera n.48 del 6 agosto 2018 per “Aggiornamento Piano d’Area Provinciale gestione ciclo integrato rifiuti”.

Per la parte che ha presentato il ricorso “Prima di procedere all’approvazione della gravata deliberazione, la Provincia avrebbe dovuto provvedere alla surroga di un consigliere dimissionario”, “La previsione inerente alla realizzazione del biodigestore si porrebbe in contrasto con il parere vincolante formulato nell’ambito della procedura di VAS”, e “La contestata previsione si porrebbe anche in contrasto con gli atti di programmazione regionale che non prevedono il conferimento di rifiuti provenienti dalla Città metropolitana di Genova”.

E’ stata dichiarata “fondata l’eccezione di inammissibilità del ricordo sollevata in via preliminare dall’Amministrazione resistente”. Si legge “deve essere riconosciuta la posizione di controinteressata in capo alla Recos S.p.a., aggiudicataria del project financing per la realizzazione del biodigestore”. Prosegue “Ne consegue la declaratoria di inammissibilità del ricorso non notificato all’unico soggetto controinteressato”.

In allegato il testo completo.

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