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A DePortibus va in scena (anche) l’arte In evidenza

Mostre sulla città e sul rapporto tra uomo e natura.

“DePortibus - Il festival dei porti che collegano il mondo” (10-11-12 maggio alla Spezia) fa spazio anche all’arte. La prima edizione di questo evento a carattere europeo dedicato alla portualità in tutte le sue sfaccettature – ideato da RES Comunicazione, è organizzato da Italian Blue Growth (IBG) e Autorità Portuale Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale (ADSP) – ha infatti in programma due mostre, entrambe a cura di Paolo Asti.

La prima “Oltre l’orizzonte” verrà inaugurata il 9 maggio alle 18.30 lungo Passeggiata Morin ed esporrà le foto di Cesare Salvadeo, decano della fotografia spezzina, in mostra a DePortibus fino al 31 maggio. “Per noi liguri, che viviamo lungo una lingua di terra stretta tra monti e mare, la linea d’orizzonte è ciò a cui quotidianamente volgiamo lo sguardo cercando di comprendere l’esistente che vi si nasconde dietro. Il Molo Italia e la Passeggiata Costantino Morin, sono stati per oltre quarant’anni il luogo in cui Cesare Salvadeo, con la sua fotocamera, ha cercato di scoprire ciò che sulla linea d’orizzonte della Città, prima i suoi abitanti e poi anche i turisti, potevano rivelare della loro quotidianità. La rapidità di scatto, ben miscelata con la capacità di attesa del momento decisivo, per dirla con Henri Cartier Bresson, ha permesso a Salvadeo di raccontarci scene che sono di fatto un prezioso documento della città marittima e portuale e dei suoi mutamenti nel corso degli anni”.

La seconda mostra esposta a DePortibus richiama invece il tema della natura, esponendo un originale erbario. “Florilegio” dell’artista e naturalista Tiziana Cera Rosco”, dal 10 maggio al 10 giugno nei locali dell’Associazione Culturale Startè, in Piazza Europa, ci apre al modo dell’artista di intendere l’erbario: “non una raccolta di fiori come censimento botanico di un giardino, ma una forma poetica di scrittura, un viaggio intimo dove il panorama esteriore risponde al richiamo di quello interiore e viceversa. Non c’è niente di più effimero di un fiore e di una foglia. Eppure, a volte, è proprio alle cose effimere che affidiamo la nostra memoria”. È con questa intenzione che Cera Rosco ha lavorato a questi personali florilegi durante la sua permanenza annuale all’Orto Botanico di Palermo. La mostra inaugurerà il 10 maggio alle 18.30, con la presentazione del catalogo “ANTHURIUM, Parla Mio Fiore” (Campisano Editore).


(Foto di Cesare Salvadeo)

 

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